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Oman

Wadi Shab, consigli e dritte per la visita

L’Oman gode di una natura di rara bellezza, fatta di paesaggi spettacolari, splendide spiagge, oasi lussureggiati, alte montagne, deserti e wadi appunto.

Chiamati anche “deserti verticali”, i Wadi altro non sono che gole profonde che tagliano un canyon. Più precisamente sono letti di fiumi in cui scorreva, o continua a scorrere, un corso d’acqua creando così pozze balneabili dalle mille sfumature turchesi e verde smeraldo.
Wadi Shab, per chi visita l’Oman è immancabile, una tappa fondamentale in un itinerario nel nord del paese.

Wadi Shab

In Oman, ci sono tante tipologie di wadi, da quelli non accessibili a quelli accessibili, questi ultimi con diversi gradi di difficoltà, quindi ognuno adatto ad un determinato target di persone.
Ci sono quelli per esperti, per i più sportivi e anche quelli ideali per famiglie con bambini. Di qualunque Wadi si parli, con passeggiate più o meno articolate, si percorrono sentieri dove la natura è protagonista.

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Wadi Shab e la bellissima vegetazione

A nord di Muscat, giusto per citarne alcuni, troviamo Wadi Mistal, Wadi Bani Kharus e Wadi Bani Awf ad esempio; scendendo lungo la costa, verso Sur e quindi nella regione di Ash Sharqiyah, Wadi Tiwi, Wadi Bani Khalid, Wadi al Arbeieen e poi Wadi Shab, a mio avviso un wadi imperdibile dell’Oman, soprattutto se si hanno pochi giorni e si è costretti a sceglierne uno.

Come arrivare

Ad appena 1h45 da Muscat (sotto la mappa per individuare il punto), o 4h da Nizwa, Wadi Shab si può raggiungere benissimo con la propria auto, anche se è una piccola utilitaria, quindi senza il bisogno di noleggiare un 4×4 e neanche un navigatore, visto che sulla superstrada 17, che collega la capitale a Sur, ci sono i cartelli stradali con le indicazioni. Non ci si può sbagliare!

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Punto di partenza ingresso Wadi Shab

Una volta che si è presa l’uscita, dopo circa un km, vi troverete un viadotto sulla destra e sotto a questo un grande parcheggio dove lasciare la macchina. Da qui inizia l’itinerario a piedi.

Ricordatevi che nel wadi non ci saranno nè bagni pubblici nè negozietti che vi riforniscono di acqua o cibo. Magari portatevi una borraccia, un panino e della frutta, anche per contrastare il caldo delle ore centrali.

Il percorso

Per il sentiero, che durerà all’incirca ’45 minuti fino alle prime pozze, bisogna prendere una piccola barchetta al costo di 1 OMR andata e ritorno (2.4€) che vi farà attraversare il fiume per lasciarvi dall’altra parte. Tempo di percorrenza due minuti.

All’attracco si notano subito coltivazioni di palme e un territorio inizialmente pianeggiante e aperto; sistemi di irrigazione omaniti, i cosidetti Aflaj che portano l’acqua alle colture in modo da creare oasi verdissime alla base di questa gola che, illuminata dal sole, sembra vestirsi di oro.

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Attracco Wadi Shab
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Percorso

Via via l’accesso si fa sempre più stretto e sassoso; si cammina sopra a massi scomposti, sull’erba, su piccoli specchi d’acqua con il rumore degli uccelli e delle cascate, fino ad arrivare ad un percorso un pò più “alto”, incastonato tra le rocce, quindi ombreggiato e panoramico. 

Diciamo che non disturba particolarmente la persona che soffre di vertigini, ma può comunque dare impressione lo strapiombo che ci si trova ad ogni “curva”. Cercate di guardare sempre dritto!

Dopo circa mezz’ora di cammino, poco più o poco meno, dipende anche dalle soste fotografiche, si arriva ad un altro enorme “spiazzo”, il letto del fiume che in questa sezione è quasi sempre in secca.

Quindi, prima di proseguire in acqua, si può scegliere di lasciare indumenti e zaino qui e, anche chi non volesse andare, può considerare questa zona “l’ultima” tappa dove potersi stendere a prendere il sole, mangiare o semplicemente aspettare chi invece decide di continuare.

Da qui, dopo altri due passaggi più impegnativi ma sempre pianeggianti, si arriva alla tanto fatidica prima “piscinetta”.

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Attraversando le pozze

Il livello dell’acqua dipende sempre dalle condizioni del tempo del giorno prima, quindi ci saranno giorni in cui sarà più alta e giorni in cui sarà più bassa e così la sua limpidezza.
L’intento adesso è quello di raggiungere le varie pozze, tra nuotate dove non si tocca e camminate su fondali scivolosi, ma sempre a mollo, fino alla tanto agognata grotta!

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Ci si arrampica, si nuota, ci si lascia cullare dall’acqua e dopo circa 15 minuti di percorso, ci si trova davanti ad un enorme anfratto tra due rocce.

La famosa cava di Wadi Shab, magica e incantevole e che spesso mette a dura prova anche i nuotatori più avvezzi. Con la dovuta calma, quello che si apre è qualcosa di inaspettato ed elettrizzante. Se ce l’ho fatta io, ce la fa chiunque.

L’acqua è alta, quindi a nuoto, cercando di tenere la testa più dritta possibile, si attraversa la fessura, stando appiccicati alla parete. Un attimo di brivido, la luce inizia a scarseggiare, per qualche secondo cala l’oscurità, ma poi in fondo la luce: siamo dentro alla grotta!

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Dentro alla grotta di Wadi Shab

Non è un ambiente totalmente chiuso, quindi non si soffre di claustrofobia. Una cascata scende rumorosa e sembra di essere in paradiso.
A questo punto si può tornare indietro, all’inizio delle pozze e fare ritorno alla macchina.

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Veduta della pozza di Wadi Shab

Consigli e istruzioni per la visita

Miglior giorno della settimana: direi di escludere in modo categorico il venerdì e il sabato perché il wadi è preso d’assalto anche dai locali, essendo il venerdì festivo per i musulmani. Quindi prendete in considerazione di andare dalla domenica al giovedì.

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Miglior momento: assolutamente cercate di arrivare presto, intorno alle 7.30 per riuscire a parcheggiare in tranquillità e prendere la barchetta senza fare la fila. Non ci sono orari per questa, traghettano le persone quando arrivano, sia all’andata che al ritorno.

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In alternativa, dopo le 14.30, per evitare appunto la “folla” che nei periodi di alta stagione è spesso presente durante le ore centrali della giornata.
Il wadi “apre” alle 8 e “chiude” alle 17 in inverno e alle 18 in estate, di conseguenza regolatevi per il rientro se decidete di visitarlo di pomeriggio.

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Cosa portare e cosa lasciare: Per prima cosa due costumi, uno da indossare durante il tragitto e un altro come cambio per fare il bagno, così eviterete di tenere sempre lo stesso addosso. Quando il sole cala (tardo pomeriggio) o anche prima delle 10, molte sezioni di wadi rimangono all’ombra e può essere freschino, ovviamente parlo di dicembre, gennaio e febbraio.

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Scarpe da ginnastica ai piedi per fare il percorso, ma non quelle all’ultimo grido, perché vi capiterà anche di immergerle; un paio di ciabattine infradito per quando sosterete e assolutamente consigliate delle scarpette da scoglio, le classiche di plastica traforate da usare durante le nuotate e le camminate dentro all’acqua sopra ai sassi scivolosi.

Infine un telo da mare, uno zainetto con dentro la borraccia, qualcosa da mangiare e una crema protettiva; un cappellino, occhiali da sole e volendo una muta leggera o comunque una maglietta tecnica perché a volte la temperatura non è clemente.

Per i nuotatori non esperti, che decidono di arrivare alla grotta, consiglio di portare con sé un giubbetto salvagente che si può noleggiare anche all’ingresso del wadi. Del resto, tenete sempre un abbigliamento consono, sia durante il passaggio a piedi sia quando vi rilassate nei pressi delle piscine naturali.

I wadi sono frequentati anche da persone del posto quindi nel rispetto loro eviterei di vestire in maniera poco gradita. Rispettiamo i padroni di casa insomma!

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Pozze balneabili a Wadi Shab

Per contro, lasciate documenti, soldi e passaporto in macchina, l’Oman è un paese sicuro ed è più fidato lasciarli lì piuttosto che nei pressi delle pozze dentro ad uno zainetto incustodito.

Materiale fotografico e ora più adatta: Da appassionata fotografa, sconsiglio le ore centrali per la troppa luce diretta, certo i colori dell’acqua potrebbero rendere di più, ma a mio avviso, quando il sole entra timido nel canyon a inizio o a fine giornata e illumina con i suoi raggi le rocce circostanti colorandole di arancio e ocra, si fanno fotografie spettacolari!

Se avete una go-pro potrete sbizzarirvi; portatevi una custodia subacquea per il telefono, o comunque una macchina fotografica impermeabile.

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Sicurezza: Prestate sempre attenzione a dove mettete i piedi, proseguite adagio sia prima di arrivare alla sezione balneabile che prima di arrivare alla grotta, si scivola molto facilmente.
Assicuratevi sempre del meteo per la giornata, ovviamente non andate quando piove perché i wadi si innondano d’acqua e questo metterebbe a rischio la vostra vita.

Non azzardate arrampicate dove non sono concesse ed evitate di nuotare dentro la grotta in solitaria, sempre meglio farlo in presenza di altre persone; se siete soli, cercate sempre altri compagni di viaggio con i quali condividere l’esperienza.

Direi che a Wadi Shab si possono trascorrere tre orette in tutta tranquillità, è il tempo minimo, ma nessuno vi nega di sostare di più.
Ringrazio Luisa (Lulu), la mia cara amica che conosce a menadito questi gioielli omaniti. Il suo supporto ed entusiasmo hanno dato un valore aggiungo alla mia visita al Wadi.

2 Comments

  • Sonya
    18 Dicembre 2020 at 11:11

    Bellissimo articolo! Mi hai riportata lì, in quel magico posto, l’unico Wadi che ho visitato. Concordo, il momento di passaggio nella parte stretta, prima dell’ingresso alla grotta, fa un po’ paura, soprattutto per chi come me non sa nuotare. Quello che si vede dopo vale però la pena ?

    Reply
    • Nicoletta
      19 Dicembre 2020 at 19:00

      Grazie Sonya! In effetti il “passaggio” è un pò scioccante…ma la bellezza poi? 😀
      Un abbraccio

      Reply

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