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Ispirazioni e spunti / Natura / Oman

Cosa fare e vedere sul Jebel Akhdar, la montagna “verde” dell’Oman

Nell’Oman settentrionale, si trova la più importante catena montuosa del paese, Al Hajar, che si sviluppa come una spina dorsale dalla Penisola del Musandam a Raʾs (capo) Al Hadd, l’estrema punta orientale della penisola arabica.

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Jebel Akdhar, la montagna “verde” dell’Oman

Diverse sono le vette di questa famosa catena montuosa, specialmente nella parte settentrionale del paese, come il Jebel Shams (la montagna del sole), ovvero la più alta, che supera i 3000 m. Diciamo che più che per la vetta è conosciuta per il Canyon che si apre ai suoi piedi, il Wadi Ghul a pieno titolo il “Grand Canyon d’Arabia” con pareti verticali di 1000 m che tagliano la montagna e dove si può percorrere il meraviglioso Balcony Walk a strapiombo sul burrone.

E ancora il Jebel Kawr che arriva a 2730, il Jebel Misht che vuol dire in arabo “pettine” perché ricorda proprio la forma dell’oggetto con diversi pinnacoli in sequenza che lo percorrono in lunghezza.

Jebel Akdhar

Infine il Jebel Akdhar che però non è una montagna ma un plateau, situato a 2000 m sul livello del mare. Un paradiso inaspettato dopo aver creduto che le montagne in Oman fossero tutte brulle, questa regione si rivelerà una sorpresa.

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Belvedere
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Terrazzamenti

Il Jebel Akhdar nasconde infatti molto bene la sua fertilità, non a caso la traduzione dall’arabo vuol dire “Montagna verde” e questo perché tra i costoni dell’altopiano, si trovano terrazzamenti messi a coltura che mantengono la loro ricchezza a causa delle piogge abbondanti. Non è raro infatti vedere anche qualche cascata, che scende vibrante lungo le montagne, a volte con un salto anche di parecchi metri.

Principalmente si tratta di coltivazioni di alberi da frutto, melograni, albicocchi e le famose rose damascene che fioriscono a marzo e aprile.

Il clima è sempre piacevole, in estate e in inverno, a queste elevate altitudini non è mai troppo caldo in estate, massimo 27 gradi mentre può scendere vicino allo zero in inverno (dicembre/gennaio).

Il jebel Akhdar merita di essere visitato con calma, io consiglio almeno due giorni in quest’area, uno per rilassarsi e l’altro per fare qualche attività.

Per raggiungerlo serve obbligatoriamente un 4×4, anche se la strada è asfaltata, la pendenza è importante, ci sono parecchi tornanti a gomito ma soprattutto il check point della polizia, non permette l’uso di un auto normale. Dunque se siete sprovvisti di fuoristrada, vi ordineranno di tornare indietro.

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Villaggi terrazzati

Cosa fare sul Jebel Akhdar

Quando arrivai in Oman e visitai il jebel Shams, rimasi estasiata dalla bellezza del canyon, profondissimo, poi ho iniziato a conoscere meglio il Jebel Akdhar e senza dubbio rimane la mia destinazione montana preferita.

Tantissime sono le cose da fare e diverse le opzioni a seconda che si voglia passeggiare, fare sport, godere della natura.

Ci sono tutti i servizi possibili, dai cafè, ai mini market, ristorantini, una scuola, un ufficio postale, un distributore di benzina e ovviamente hotel, resort e guest house.

Dunque cosa fare sul Jebel Akhdar, la montagna “verde” dell’Oman?

Pernottare in un vecchio villaggio, ora b&b diffuso

Nascosto tra la montagna, il tranquillo villaggio di Al Suwgra è accessibile solo attraverso un percorso immerso nella natura. Si lascia la macchina al parcheggio e si cammina per 15 min anche sopra ad un ponte sospeso. Se avete i bagagli non vi preoccupate, verranno spediti tramite una zipline, dentro ad un contenitore di metallo.

The cliff houses 1200x797 - Cosa fare e vedere sul Jebel Akhdar, la montagna "verde" dell'Oman
The Suwgra Village
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Camere al Suwgra Village

Sul Jebel Akdhar ci sono altri piccoli villaggi sparsi qua e là, ma The Cliff Houses (il nome che ha assunto da quando è diventato attività), ha una storia viva di oltre 450 anni incisi nelle sue case di montagna e ancora rimane in gran parte sconosciuto, per questo spesso chiamato il ‘villaggio dimenticato‘.

Situato a circa 180 km da Muscat, Al Suwgra è uno degli insediamenti più appartati dell’Oman. Il suo fascino pittoresco, unito alla sua ricca storia che copre appunto secoli, lo rende un racconto avvincente di sopravvivenza e rinascita.

Il villaggio è una destinazione turistica che incarna l’antico stile di vita rurale dell’Oman e per arricchire ulteriormente l’esperienza dei visitatori. Il ministero, in collaborazione con un’azienda locale, ha etichettato gli alberi autoctoni del villaggio, sfruttando le competenze degli specialisti del Giardino botanico dell’Oman.

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Balcone

I piani futuri per Al Suwgra prevedono attività educative e laboratori, tra cui l’intaglio della roccia e le tradizionali sessioni di caffè dell’Oman o attività turistiche d’avventura come le passeggiate in montagna che già stanno organizzando.

Di sera sembra davvero un presepe abbarbicato sul dorso della montagna, con le luci calde delle abitazioni. Le camere sono tutte diverse, 6 al momento, ma prevedono di allargarsi ancora.

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Percorso per il villaggio

Tutto è organizzato su diversi piani, quindi le camere si trovano a diversi livelli e così il ristorante e il café. Alcune hanno il bagno esterno ed altre anche un piccolo balcone.

Dunque, un pernottamento qui, è il massimo dell’autenticità locale montana che potete trovare in Oman ma siate pronti, in inverno fa davvero freddo.

Il cammino dei 4 villaggi

La passeggiata inizia o finisce a Sayq o Al Aqur e passa lungo fattorie a schiera e gli aflaj, ovvero i sistemi di irrigazione usati per coltivare questa regione montuosa, trasformando paesaggi rocciosi in campi verdi.

Si passa attraverso i villaggi di Ash Shirajah e Al Ayn. Ci sono splendide viste sul Wadi Muhaydin lungo la strada. Per coloro che vogliono una passeggiata più breve, si può solo fare la camminata da Ash Shirayjah a Al Aqur, o anche solo Al Ayn a uno degli altri, in modo da accorciare il percorso, a seconda di quanto si vuole fare.

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Questo trekking, che segue la segnaletica W18b, da il suo meglio durante la stagione della fioritura delle rose damascene, che avviene solo due mesi all’anno, ma è un tripudio di profumi e sfumature di pastello (altra cosa da fare sul Jebel Akdhar che troverete sotto)

Ovviamente da percorrere con vestiario adeguato, dato che si attraversano villaggi locali.

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Trekking dei 4 villaggi

Assistere alla raccolta delle rose con visita alla distilleria

Se vi trovate in Oman ad aprile, non mancate questa opportunità.

Per un fattore climatico, in questa zona, si assiste alla fioritura delle rose, coltivate non per la loro bellezza, ma il loro intenso profumo.

Ogni fiore ha fino a 35 petali e da generazioni vengono raccolti per preparare l’acqua distillata (attar in arabo) e che trova molti usi, nella cosmetica, nella cucina, nella medicina etc.

Nel villaggio di Al Ayn in particolare, ma anche a Sayq, si può assistere alla raccolta con la gente del posto, che avviene all’alba ma anche al tramonto e questo perché a quest’ora la rugiada rende umido il fiore e se raccolto in questo momento, il profumo sarà ancora più forte.

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Rose Damascene
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Distilleria
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Spiegazione sul processo di distillazione

Raccogliere le rose richiede una cura speciale. Oltre a mantenere il profumo, i fiori devono essere presi in modo da conservare i petali in ottimo stato, fino a quando non vengono utilizzati per la distillazione. Ci vogliono circa 1,5 kg di petali di rosa per creare 700 millilitri di acqua di rose tradizionale.

Una volta che i “raccoglitori” di rose portano i sacchi colmi alla distilleria, coprono i petali per tenerli sempre umidi sotto una stoffa, prima di lavorarli. Un fuoco alimentato a legna (o a gas nei nuovi sistemi) prima vaporizza i petali di rosa e man mano che il vapore sale, l’acqua fredda viene aggiunta nei piani piatti rotondi, che fa condensare il vapore all’interno dei compartimenti. La condensa gocciola giù con un cono invertito in una ciotola d’acciaio. Dunque ancora è fatto tutto a mano.

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Raccolta delle rose
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Quindi in questa stagione, sul Jebel Akhdar, vengono organizzati dei veri e propri tour che includono raccolta e la visita alla distilleria, per prendere parte a tutto il processo. Sarà un’esperienza meravigliosa che ricorderete per sempre.

Il primo utilizzo che si fa di quest’acqua è nei famosi profumi Amouage, i più pregiati al mondo e proprio a Muscat si può visitare la fabbrica.

Raccolta di olive ed altri frutti

Dunque, il Jebal Al Akhdar, è conosciuta come una delle zone più fertili dell’Oman e ora l’avrete capito.

Il suo antico sistema di irrigazione falaj e le pittoresche fattorie, hanno aiutato le famose rose fiorire, ma ancora, la crescita di altri alberi da frutto, come melograni e albicocchi.

Cercando di sfruttare i benefici di questo ricco paesaggio, circa dieci anni fa gli agricoltori locali hanno deciso di piantare ulivi. Ogni anno il raccolto si fa più ricco, questo perché anno dopo anno si continuano a piantare nuovi alberi.

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Se siete quindi sul Jebel Akdhar a settembre/ottobre, non mancate anche questa raccolta e la visita di un frantoio. Inoltre, all’Anantara Al Jabal Al Akhdar, il famoso resort di lusso, si tiene un festival con un programma giornaliero di eventi con le olive come protagoniste principali. Ci sono dimostrazioni culinarie ma anche la partecipazione alla raccolta.

Sempre in questo periodo, come per le rose, ci sono dei tour per visitare le piantagioni e le farm di ulivi oltre alla fabbrica locale dove si fa l’olio generalmente con spremitura a freddo. I visitatori possono vedere l’intero processo di estrazione e la preparazione di questo liquido, che fornisce un’esperienza affascinante e piacevole per tutti.

Melograne Jebel Akdhar 900x1200 - Cosa fare e vedere sul Jebel Akhdar, la montagna "verde" dell'Oman

Stessa cosa vale per le melograne e io credo di non aver mai assaggiato un succo così buono come quello prodotto sul Jebel Akdhar durante la stagione dei frutti (ottobre)

Passare il tramonto sul belvedere delle rocce con i fossili

Il Jebel Akdhar è un altro bellissimo spot dove osservare il tramonto, in particolare, se arrivate in zona Anantara hotel, sulla destra si trova un punto panoramico molto suggestivo, che solo i locali conoscono.

Oltre ai colori che si possono ammirare nell’ora giusta, ogni roccia conserva degli interessanti fossili marini che potete studiare più facilmente se li bagnate con una bottiglietta d’acqua. I fossili sono ricchi di carbonati Permo-Mesozoico e rocce metamorfiche.

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Fossili marini ben visibili
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A livello geologico, l’Oman è un museo a cielo aperto e gli appassionati potranno trovare pane per i loro denti.

Qui infatti, una enorme “fetta” di litosfera oceanica (comprendente crosta e parte superiore del mantello, per uno spessore totale che raggiunge i 10 km) è
“accavallata” sul margine continentale della Penisola Arabica. Ciò è avvenuto a causa
delle spinte tettoniche tra la Placca Arabica e la Placca Eurasiatica
, a partire da circa 100 milioni di anni fa.

Il risultato è lo sviluppo di strutture geologiche esposte in modo spettacolare a causa della scarsa copertura di vegetazione dovuta al clima arido, con montagne formate da rocce
sedimentarie di origine marina sollevate a fino a 3000 m.

Quindi, in questo belvedere, potrete avere giusto un assaggio di quello che questo paese può offrire anche in questi termini. Da qui poi potrete osservare il Diana’s View point, ora inglobato dall’Anantara Resort, ovvero il punto in cui la principessa Diana, in visita nel 1986, si innamorò del paesaggio e a lei quindi venne dedicato.

Altre cose da fare sul Jebel Akdhar

Questo plateau si sta arricchendo sempre più di servizi, quindi sorgono sempre nuovi hotel, bed and breakfast, ristoranti, cafè di design (segnalo @ugarit) oltre a potenziare le attività come le passeggiate lungo le mezzelune fertili, gli sport più adrenalinici, le vie ferrate, gli hiking più o meno impegnativi.

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Alila hotel 1200x900 - Cosa fare e vedere sul Jebel Akhdar, la montagna "verde" dell'Oman
Alila Resort

Se poi siete in vena di lusso e volete concedervi una notte nel resort montano più bello di tutto l’Oman, allora andate dritti all’Alila e non vi basterà una notte.

Come vedete, sul Jebel Akdhar c’è l’imbarazzo della scelta.

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