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Oman

10 fatti e curiosità, che forse non sai, sull’Oman

Il Sultanato dell’Oman è una terra ricca di fascino e di autentica ospitalità. Ma sei sicuro di sapere tutto? Ma proprio tutto tutto su questo paese? Se ti fosse sfuggito qualcosa, ecco “10 fatti e curiosità che forse non sai sull’Oman“.

L’Oman, che guarda il sole sorgere a est, stretto tra Arabia Saudita a ovest e chiuso da Emirati e Yemen a nord e a sud, il piccolo paese della Penisola Arabica, è uno scrigno di tesori tutti da scoprire e non mancano le particolarità, che fanno dell’Oman, un paese buffo e singolare.

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Suq di Bahla

1. Siti Unesco

L’Oman è un paese con un bagaglio di storia che risale all’antichità e nello stesso tempo, è ricco di ecosistemi che lo caratterizzano e lo rendono unico.
Non sorprende quindi che castelli, rovine, forti e antichi sistemi di irrigazione, siano stati inseriti dall’UNESCO nella lista Patrimonio dell’Umanità, al momento ne conta 5. Andando in ordine di elezione:

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Rovine dell’antica Tanuf

Forte di Bahla

Nella regione Al-Dakhiliyah, ovvero la regione interna dell’Oman, ai piedi dei Monti Hajar, si trova la fortezza più antica del paese, il Forte di Bahla.

Ricostruito diverse volte, ampliato nel corso dei secoli, restaurato recentemente, è il forte più maestoso. Costruito tra il XII secolo e il XV secolo dalla tribù Banu Nebhan, che governava qui a quel tempo, è stato il primo sito ad essere inserito nella lista dei siti patrimonio UNESCO nel 1987.

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Forte di Bahla

Si trova appunto nel villaggio di Bahla, uno degli insediamenti fortificati più belli dell’Oman. Nonostante nel paese non manchino strutture di questo genere, caratterizzando infatti un pò tutto il paesaggio omanita, il Forte di Bahla è unico nel suo genere e ci se ne rende conto solo entrando. Si tratta di una vera e propria cittadella fortificata, con vicoli labirintici, torrette, bastioni merlettati e muri fatti con mattoni crudi di fango, sabbia e terra.

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Bahla dentro al Forte

Necropoli di Al Ayn e Bat

Inserite nella lista dei siti UNESCO un anno dopo, nel 1988, queste necropoli si ergono fiere sul crinale dei Monti Hajar. Si tratta di tombe ad alveare (chiamate così perché rimandano a quella forma) e costruite intorno al 3000 a.C, molto suggestive da vedere, specialmente in tardo pomeriggio, con lo sfondo delle montagne dietro.

La via dell’incenso

Il traffico dell’incenso, ha animato sin dall’antichità questa regione. L’Oman è stato da sempre il massimo esportatore di questa resina prodotta dall’arbusto della Boswellia sacra. In particolare, è nella regione del Dhofar a sud, che questa specie ha trovato il suo microclima ideale rendendo la regione unica nel mondo.

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A partire dall’epoca romana, la penisola arabica e in particolare questa zona appunto è stata il punto di partenza per la commercializzazione del Franchincenso e da qui in tutto il mediterraneo. Il valore storico e culturale della terra del Franchincenso, è stato confermato dall’UNESCO che nel 2000 ha inserito quindi “La via dell’Incenso” nella lista dei patrimoni dell’umanità. Questo prodotto, è inoltre alla base dei profumi “Amouage” la cui fabbrica è visitabile a Muscat (Leggi il mio articolo qui)

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Incenso in grani

Sistema degli Afalaj

L’ingegno dei popoli arabi della penisola, ha consentito di rendere fertili anche territori aridi e desertici. Sin dalla notte dei tempi, hanno elaborato un intelligente sistema di canalizzazione ramificato in tutto il paese.

Gli Afalaj, hanno svolto un ruolo essenziale per la sostenibilità dell’ecosistema omanita, visto che ha consentito di portare l’acqua in tutte le aree del paese dando vita a verdeggianti oasi.

10 mila circa, i canali che rendono fertili terreni che altrimenti non sarebbero coltivabili. Questi sono stati inseriti nell’annoverata lista UNESCO.

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Sistema d’irrigazione omanita, patrimonio UNESCO a Birkat al Mouz

L’antico sito di Qalhat

Il mausoleo di Bibi Miriam, è stato l’ultimo sito ad essere inserito nella lista UNESCO nel 2018. E’ sopravvissuto ai terremoti e alle invasioni dal II secolo a.C.


Costruita con corallo e pietra calcarea, ricoperta poi da stucco e decorata con piastrelle blu Persiane, la tomba si erge sul mare. E’ stata costruita da Baha al-Din Ayaz, il re dell’impero di Hormuz per la sua moglie appunto. La cosa affascinante è sapere che questo sito è stato visitato anche da Marco Polo nel XIII secolo.

2. Il parlamento

L’Oman è una monarchia assoluta, governata da un Sultano che è sia il capo dello stato che il capo di governo. E’ inoltre ministro della difesa, ministro degli esteri, ministro delle finanze, governatore della banca centrale e capo supremo delle forze armate.

Ma è stato proprio l’illuminato Sultan Qaboos, mancato due anni fa, che ha fermamente voluto dare un’impronta anche “democratica” al paese, istituendo un parlamento, che comunque continua a mantenere un ruolo puramente consultivo, con alcune funzioni legislative a partire dal 2011.

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Parlamento Oman dalla collina panoramica

l sistema omanita non prevede la creazione di partiti politici e, come in molte realtà arabe, il rapporto tra governanti e governati si basa principalmente su relazioni di tipo tribale.

Il parlamento è bicamerale e si basa sui due organi, il Consiglio di Stato e il Consiglio Consultivo.
Gli 83 membri del Consiglio di Stato sono nominati dal Sultano, gli altri 84, dell’Assemblea consultiva sono tutti eletti democraticamente.

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Parlamento omanita

Nel 2009, sono iniziati i lavori di costruzione dell’edificio che ospita appunto la camera bassa e la camera alta e nel 2013 è diventato ufficialmente operativo.

Sito poco più a sud della Old Muscat, tra il Palazzo Reale e Al Bustan Palace, si affaccia su una rotonda su cui campeggia un Dhow, l’imbarcazione tipica.
L’edificio ovviamente non è visitabile ma lo stile architettonico omanita, bianco candido che si staglia sullo sfondo delle montagne di ofiolite brune della capitale, rimane un bellissimo spot fotografico.
Ricopre una superficie di 100.000 mq e misura 5km di perimetro in facciate.

Se volete vederlo dall’alto, salite sulla strada che vi porta a Qantab, sulla sinistra si trova un punto panoramico molto bello.

3. Regole di guida

Questa è forse la questione che fa più ridere il viaggiatore che arriva in Oman. Sapete che se girate con la macchina sporca potete prendere la multa?

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Strade omanite perfette e funzionali

Le regole di guida in Oman, vengono monitorate dalla ROP, la Royal Oman Police, che le applica alla lettera con poche eccezioni.
Dal al 2018, è stata introdotta una nuova regola, ovvero l’accumulo dei cosiddetti “black points” per violazioni gravi. Quando si raggiungono i 12 punti, non si ritira una batteria di pentole, ma si perde la patente.

Comunque, al di là della certezza della pena, quando si superano i limiti di velocità e fin qui nulla di strano, se si gira per Muscat con la macchina molto sporca, si rischiano 10 OMR di multa.

A questo si aggiunge che, se si passa con il rosso, oltre alla penale, si va in carcere due notti.

4. Disposizioni edilizie

L’Oman, si trova in Penisola Arabica e mentre tutte le capitali dei paesi confinanti o comunque della regione, fanno a gara su chi possiede il grattacielo più alto, Muscat è rimasta con i piedi per terra o quasi.

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Villaggio di Sidab

Non si è sviluppata in altezza infatti e non ha uno Skyline degno di nota, questo perché una legge vieta che qualsiasi nuovo edificio, superi il minareto più alto della grande Moschea, quindi se volete vedere la costruzione più alta di Muscat, 91.5 m, dovete visitare la Moschea Sultan Qaboos.

Un’altra legge edilizia, dice che se si vuole tinteggiare la propria casa di un colore diverso dal bianco o o alcune sfumature, bisogna ottenere un permesso e quindi una licenza municipale.

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Qantab e architettura omanita

Ad ultimo, uno straniero, non può possedere un immobile in Oman se non in zone o meglio in complessi residenziali edificati ad hoc per questo. A Muscat ci sono solo due zone dove si può acquistare, Al Mouj, nei pressi dell’aeroporto e Muscat Bay, scendendo lungo la costa dopo la Old Muscat nei pressi del Muscat Hills Resort.

5. Passato Portoghese

Alla fine del medioevo, la costa omanita, fu presa di mira dall’espansione e dalla colonizzazione poi dei portoghesi.

L’inizio della fine infatti fu quando nel 1507 Vasco Da Gama, paradossalmente aiutato proprio da un marinaio di Sohar Ahmed Bin Majid, gli diede le rotte per doppiare il Capo di Buona Speranza, giungendo così in Oman.

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Mutrah, Muscat con case portoghesi

I portoghesi, scoperto il potenziale di questa regione, per le rotte commerciali verso l’India, presero con forza bruta Muscat con un bombardamento navale e vi si insediarono. Fortunatamente furono ben poco interessati all’entroterra e la loro area di pertinenza si concentrò solo sulla costa.

In questo periodo si fanno risalire la costruzione della cinta muraria e di alcuni forti. Jalali e Mirani sono ancora visibili nella Old Muscat.

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Forte di Mutrah

Un’altra cosa che forse non sapete di questa breve dominazione. Al largo delle coste omanite, più precisamente davanti alla regione del Dhofar, si trovano un gruppo di isole chiamate Al-Hallaniyah.

Grazie alle ricerche condotte sui fondali, in particolare della Blue Waters Recoveries, una società inglese che recupera relitti di navi in profondità, è stato scoperto il vascello di Esmeralda, appartenente alla flotta di Vasco da Gama e naufragata qui durante una tempesta.

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Recupero vascello di Vasco De Gama. Times Of Oman
Astrolabio Esmeralda - 10 fatti e curiosità, che forse non sai, sull'Oman
Astrolabio recuperato da Esmeralda

Era stata individuata già nel 1998 ma il recuperato è iniziato solo nel 2013. Il materiale riportato a galla è sorpendente! Tra ceramiche, armi e monete, anche un astrolabio, uno dei più antichi al mondo, con inciso lo stemma della corona portoghese.

6. Muscat, una delle più piccole capitali al mondo

Muscat è la capitale dell’Oman e fin qui ci siamo. E’ una città che si estende per 60 km ed è un puzzle di quartieri e sobborghi, ma in realtà si sta parlando dell’intera area metropolitana che ha preso il nome generico di Muscat

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Cartello che indica Muscat anche se di fatto si è già a Muscat

La Muscat vera e propria, è la Old Town, tanto che se siete in pieno centro città, ma in uno dei quartieri più conosciuti come Muttrah, vi capiterà di vedere cartelli che indicano Muscat appunto, anche se ci siete già.

Questi potrebbero confondere il turista, che visita la città per la prima volta, ma vi svelo subito l’arcano.

La città antica di Muscat, è infatti quella cinta da mura all’interno delle quali si trovano il palazzo Reale e la sua corte, il museo nazionale e altre collezioni e i due forti portoghesi che chiudono il porto naturale elle estremità.

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Old Muscat
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Palazzo Reale. Muscat

Sotto il Sultano Said Bin Taimur, il padre dell’illuminato Sultan Qaboos, le porte della città venivano chiuse poco dopo al tramonto per evitare il passaggio. In seguito venne aperto un varco nelle mura ma il gate è ancora visibile oggi e ci si passa sotto per raggiungere Muttrah o uscire se si proviene da quella parte.

7. Il maggior produttore di Franchincenso

Appena atterrate all’aeroporto di Muscat, è il primo odore che vi accoglierà. Se dovessi associare un profumo all’Oman, sarebbe sicuramente l’incenso, il migliore, il più raffinato. È dappertutto.

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Negozio di incenso a Mutrah. Muscat

L’Oman è attraversato dalla “Via dell’Incenso“, una pista che nell’antichità, insieme alla “Via della Seta”, ha scandito i ritmi e il commercio di questa zona. Si tratta della rotta carovaniera più importante per trasportare questa merce tanto preziosa che solo qui viene prodotta, esattamente dall’albero della Boswellia Sacra che cresce a sud del paese.

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Incensum. Mostra sull’incenso al Museo Nazionale di Muscat

L’UNESCO è così intervenuto, inserendo nella lista tutta la regione del Dhofar, tutelando questa produzione che è una ricchezza immensa perché appunto fa dell‘Oman il maggior produttore e quindi esportatore di Franchincenso di tutto il mondo.

8. Licenza per bere alcolici

Una curiosità dolente per i bevitori, in Oman, da paese musulmano, non si possono acquistare alcolici, questi sono dispensati solo in club, hotel o attività che dispongono di una licenza.

Ma cos’è questa “licenza”?

Acquistare alcol, da parte di un musulmano è vietato, invece un espatriato con residenza, non musulmano, può comprarlo in determinati locali registrati dal governo. Per farlo, ha comunque bisogno di una licenza che si ottiene dopo essersi registrati in un ufficio ROP (Royal Oman Police) con delle clausole.

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Alcolici in Oman solo con delle regole precise

Prima di tutto l’acquisto è calcolato sul 10% dello stipendio, quindi ad esempio, se una persona guadagnasse 500 Rial omaniti, potrebbe acquistare alcol per 50 Rial. Dunque la licenza incide sul 4% di questa somma all’anno e le fee su questo esempio sarebbero di 2 Rial omaniti annui.

Quindi servono passaporto, copia della residenza e una lettera ufficiale dove viene dichiarato lo stato economico e dopo questo si ottiene la licenza che vale due anni.

Diversamente, un turista, in Oman per piacere, può bere solo nei cocktail bar o nei ristoranti con tale permesso, come già detto.

9. Montagne che arrivano a 3000 m

L’avreste mai detto che in un paese della Penisola arabica, prevalentemente desertico, ci fossero montagne così alte?

La principale catena montuosa dell’Oman è quella dei monti Hajar situata a nord del paese. I paesaggi sono meravigliosi e anche incredibilmente verdi, tantissimi i terrazzamenti messi a coltura nella zona del Jebel Akhdar il cui nome significa proprio “la montagna verde”.

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Jebel Shams
Nicoletta Vittori 1 900x1200 - 10 fatti e curiosità, che forse non sai, sull'Oman
Io durante la Balcony Walk

Di questa catena montuosa, fa parte il Jebel Shams, ovvero “la montagna del sole” perché pare sia il punto dove si vede per prima il sorgere del sole. Si tratta della vetta più alta dell’Oman che arriva a 3009 m.

Diversi sono i punti panoramici suggestivi, in particolar modo quello sul Wadi Ghul conosciuto anche come Grand Canyon d’Arabia, con pareti verticali che tagliano per 1000 m in modo netto la montagna. Questo luogo è sicuramente una delle motivazioni per cui dovreste decidere di fare un viaggio in Oman, da togliere il fiato.

10. Islam e vita quotidiana

La vita quotidiana qui è scandita dalle preghiere giornaliere, 5 per l’esattezza. La prima cosa che salta all’orecchio ad un turista che viaggia per la prima volta in un paese arabo, è il richiamo del Muezzin , che pare non avere tregua. Inizia la mattina prima dell’alba e termina la sera dopo il tramonto.

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Sale per preghiera all’interno dei centri commerciali

La cosa incredibile è che davvero questo canto, o comunque gli spazi per le preghiere, sono ovunque, dalle piccole moschee ogni tot km ai bordi delle strade, alla voce del muezzin nei centri commerciali, al supermercato, si sente in qualsiasi reparto! Quando è ora.

Forse però non sapete che proprio nei grandi mall, che caratterizzano le grandi città dei Paesi del Golfo, ad ogni piano si trovano delle sale per le preghiere, così, anche per chi si trovasse a fare spese in certi orari, è possibile pregare.

Rigorosamente divise, per uomini e per donne, di norma si trovano di fianco ai bagni per la necessità di fare prima le abluzioni rituali.

Conclusioni

Oltre a questi 10 fatti e curiosità sull’Oman, tanti altre cose inusuali caratterizzano questo paese…quando qualcuno mi chiede cosa mi ha colpito di più dell’Oman, paesaggi a parte, dico che è la popolazione più buffa che abbia mai avuto l’occasione di vivere così da vicino.

La prossima vita vorrei rinascere omanita, uno perché a loro basta una dishdasha, un mussar e sono pronti ma anche per la comodità di quando si fermano a bere un caffè, in questo caso, suonano il clacson e attendono l’operatore senza scendere. Succede così anche quando vanno in lavanderia, a ordinare cibo da asporto o a fare la benzina, non scendono dalla macchina.

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Nel frattempo si pettinano la barba con un piccolo e ovale pettinino colorato che tengono in macchina e vi sfido a trovare un’omanita che non ne abbia almeno uno.

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